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Ascolto telefonico
Tutte le donne che si mettono in contatto con S.O.S. ROSA trovano nell’anonimato una più facile esposizione di un racconto a volte penoso, sentendosi meno esposte in prima persona. Il telefono può costituire, inoltre, una barriera difensiva verso quei sentimenti di colpa, di vergogna e di rabbia che spesso inducono le donne a bloccarsi e a non ricorrere alla richiesta di aiuto. È importante sottolineare che le aspettative di chi chiama consistono nell’essere ascoltate, nel trovare un canale di sfogo, creando con chi ascolta una sorta di alleanza.
Riteniamo che questo costituisca un punto di partenza fondamentale per il riconoscimento di se stesse.

Accesso a S.O.S. ROSA
Costituisce l’inizio di un intervento, l’occasione, l’invito ad analizzare le reazioni delle utenti, individuando i propri limiti per poter attuare successivamente una proposta più concreta di aiuto.
Le operatrici costituiscono il primo filtro e, dopo aver compreso e focalizzato il problema assieme alla donna, la stimolano a decidere, in autonomia, se usufruire dei servizi specializzati forniti dal centro.

Le operatrici possono affiancare la donna per tutta la durata del percorso intrapreso ed essere il punto di riferimento per garantire sostegno e confronto di idee, con una sorta di “funzione di tutor” che non si sostituisce alla donna ma la accompagna nell’affermazione delle proprie risorse e nell’acquisizione dell’autonomia.

Consulenza psicologica
Lo sportello psicologico gratuito ha l’obiettivo di accompagnare la donna al riconoscimento della violenza vissuta e ad una prima elaborazione della stessa.

Consulenza legale
Le donne accolte al centro antiviolenza hanno la possibilità, se non sono già assistite da un legale, di accedere, previa valutazione delle operatrici, allo sportello legale gratuito per ricevere informazioni in merito al procedimento di separazione, al procedimento per l’affidamento di eventuali figli minori, ad eventuali querele, denunce, esposti all’autorità giudiziaria per le ipotesi di reato, emergenti dai fatti narrati; attraverso la consulenza legale potrà essere predisposta la denuncia/querela con accompagnamento ad opera dell’operatrice di riferimento presso la polizia giudiziaria per la presentazione formale dell’atto.